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    Vino e Arte

    Paola Valori, gallerista, ci racconta il suo rapporto con il nettare di Bacco

     

    a cura di Fabio Ciarla

    Il vino e l’arte, oppure l’arte e il vino. Abbiamo già parlato del rapporto tra i due ambiti in una delle nostre prime interviste, quella ad Armando Castagno, ora torniamo sull’argomento chiedendo però non ad un esperto di vino appassionato d’arte bensì ad una artista, e gallerista, che ama il vino.

    Paola Valori si è formata all’Accademia di Belle Arti di Roma, specializzandosi in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. La sua attività artistica viene però ben presto affiancata da quella di gallerista e curatrice, con un vivo interesse per l’organizzazione di iniziative culturali, artistiche e musicali. Nel tempo si è fatta promotrice di eventi dedicati alle nuove tendenze dell’arte contemporanea, andando anche alla ricerca di giovani artisti. Nasce così il progetto “MICRO”, inizialmente itinerante e diventato poi quello che è oggi, ovvero un centro permanente di sperimentazione in viale Mazzini a Roma, aperto alle nuove tendenze dell’arte e della ricerca. Dal 2016 è presidente dell’Associazione “Michele Valori”, suo padre, uno dei più noti architetti e urbanisti del dopoguerra. Ma le parentele “famose” non finiscono qui, Paola è infatti anche nipote della celebre attrice Bice Valori, moglie dell’altrettanto famoso e amato attore Paolo Panelli.

    Con Paola Valori siamo andati alla ricerca di definizioni e approfondimenti, cercando poi di indagare il suo rapporto con il vino ovviamente.

    Paola secondo te l’espressione artistica, al di là del lato estetico, può essere considerata una delle più importanti forme di comunicazione dell’uomo? L’arte può essere solo bellezza o c’è sempre anche altro?

    ll peggior nemico della creatività è il buon gusto, scriveva Picasso. L’arte non è solo bellezza, sarebbe riduttivo! O meglio, la bellezza non è la sua funzione primaria. Direi che prima di tutto è un pensiero, un linguaggio. L’arte deve raccontare, emozionare, commuovere, al di là di ogni ideale estetico. Dunque l’arte è in primis un linguaggio, una forma di comunicazione universale dell’uomo. Penso ai segni rapidi e istintivi dell’uomo primordiale delle caverne, dove sono state rinvenute le più antiche manifestazioni di ciò che oggi viene considerata arte preistorica. Le pitture rupestri, le prime testimonianze di creatività. L’Homo Sapiens-artista incideva sulle pareti le sue paure, le sue visioni, il suo quotidiano. Prima che l’uomo inventasse la scrittura, l’arte visuale era l’unico modo per comunicare idee, per trasmettere un messaggio. È proprio nella parola messaggio che ancora oggi si racchiude, esattamente come allora, il significato di arte contemporanea: un codice di comunicazione – appunto un linguaggio – che parte dal pensiero dell’artista per arrivare al cuore del fruitore. Il nostro immaginario ha seguito questa evoluzione dell’uomo e le sue percezioni, come valore e testimonianza di ogni epoca. Poi c’è l’arte commerciale ma quella è un’altra cosa”.

    Giocando un po’ con le parole che ne pensi della questione: l’arte aiuta a capire il vino o il vino aiuta a capire l’arte? C’è un collegamento reale tra i due mondi almeno a livello culturale, di comprensione di certi contesti?

    “Arte e vino sono un connubio felice che dura da secoli. In galleria ho sempre privilegiato le degustazioni e le esperienze sensoriali, un buon bicchiere di vino lascia un ricordo prezioso a chi viene a visitare una mostra. Va da sé che i palati raffinati amino anche l’arte, e la contaminazione arte e vino trova terreno fertile nell’ambito di una mostra. È un legame che certamente aiuta nella comprensione, e rende anche più godibili le opere d’arte attraverso il coinvolgimento del gusto e degli altri sensi. Anche il greco Aristofane scriveva nella sua smisurata saggezza, che bevendo gli uomini fanno buoni affari!”

    Qual è il tuo rapporto con il vino e, magari, quello particolare di alcuni degli artisti che hai incontrato nella tua vita?

    “Non sono un’esperta di vini ma mi piace bere bene. Amo invitare gli amici a cena e cucinare per loro. Bevo principalmente quando sono in compagnia. Il vino ha sempre ispirato poeti e pittori, e non posso non citare un mio amico artista italo-argentino che dipinge acquerellando con il vino, su carta e su tela, utilizzando come tavolozza le tante sfumature del rosso”.

    Ci sono movimenti artistici, o singoli autori, che secondo te si sposano meglio con la passione per il vino?

    “Il vino per gli artisti del passato rappresentava comunione, convivialità. Bacco ha ispirato moltissimi pittori, Michelangelo, Caravaggio, Velazquez e non solo. Non posso non citare lo splendido affresco di Michelangelo raffigurante L’ebbrezza di Noè alla Cappella Sistina. Interessante anche il rapporto tra vino e cristianesimo. Nella pittura cristiana è sempre presente il vino, come simbolo della morte e del sangue di Cristo. Pensiamo all’Ultima cena di Leonardo, dove il vino è simbolo del suo sangue versato. Parlando di artisti più recenti e più vicini a noi, come non ricordare i vigneti di Van Gogh che dipinse ad Arlès in Provenza? E la tavola imbandita di Matisse, con due bottiglie una di vino rosso e una di bianco? Fino ad arrivare ai primi anni del Novecento con Alphonse Mucha, uno dei più grandi grafici europei dell’Art Nouveau, che ha disegnato le più belle etichette e packaging di champagne dell’epoca. Le etichette d’autore mi hanno sempre affascinata, come una bella copertina di un libro, possono determinare la scelta all’acquisto. Molte etichette di vini sono state disegnate da artisti del calibro di Chagalle, Picasso, Dalì, Kandinsky…e non c’è da stupirsi se alcune bottiglie sono state vendute a centinaia di migliaia di euro!”

    Un’altra bellissima chiacchierata con una persona capace di farci entrare in un mondo che ha tanti elementi di congiunzione con il nostro amato vino. Vicinanze che toccheremo con mano molto presto, i vini di Cincinnato saranno infatti protagonisti dell’inaugurazione della mostra collettiva che si terrà sabato 24 ottobre nello spazio MICRO appunto, in viale Mazzini 1 a Roma dalle ore 18. Appuntamento al quale invitiamo i nostri amici appassionati di arte e di vino.