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    Report annata 2019

    Sono ora disponibili le nuove annate dei vini bianchi, tra i migliori degli ultimi anni! A differenza di gran parte del territorio italiano, in cui si sono verificate delle condizioni climatiche di gran lunga meno favorevoli rispetto al 2018, nel Lazio l’annata 2019 si è rilevata eccezionale.

    I mesi di dicembre e di gennaio hanno fatto registrare nuvolosità e piovosità abbondanti, mentre le temperature si sono gradualmente ridotte verso i minimi annuali.

    Il mese di marzo è stato caratterizzato da una piovosità inferiore alla media, ma con temperature nella norma.

    Le abbondanti piogge del mese di aprile hanno invece favorito il ripristino delle riserve idriche della vite e la ripresa vegetativa ha avuto un decorso sostanzialmente regolare godendo di precipitazioni ben distribuite e provvidenziali, che hanno evitato precoci manifestazioni di stress idrico.

    Il ciclo vegetativo della vite fino alla fioritura è stato perfettamente in linea con un’annata normale.

    Il mese di maggio ha visto però il passaggio di diverse perturbazioni atlantiche che hanno portato piogge particolarmente incisive e masse d’aria fredda da latitudini artiche, influendo cosi sulle temperature minime e massime che sono risultate inferiori alla norma. Tutto ciò ha sensibilmente rallentato lo sviluppo della vite che a fine maggio, registrava un ritardo di 10-12 giorni rispetto alla norma e ha creato un quadro fitopatologico di allerta. Fortunatamente, sono stati rari i problemi da attacchi di peronospora e oidio, circoscritti e ben contenuti da opportuni interventi.

    L’estate è stata soleggiata e calda, a tratti torrida, ma l’acqua caduta nel mese di maggio ha permesso alle viti di resistere bene alla siccità. Le sporadiche precipitazioni che hanno avuto luogo a luglio e agosto hanno definitivamente fugato ogni preoccupazione legata al pericolo di stress idrico. L’escursione termica giorno/notte, che si è registrata nell’ultima decade di agosto, è stata determinante per lo sviluppo degli aromi di uve e vini, fondamentali per la produzione dei nostri vini bianchi.

    La vendemmia è iniziata alla fine di agosto con la raccolta di cassette delle uve base spumante, è proseguita nella prima settimana di settembre con i bianchi autoctoni e nella seconda decade di settembre con le uve di Nero Buono e Cesanese. E’ quindi terminata nella prima metà di ottobre con la raccolta delle uve Montepulciano e le selezioni di Nero Buono. Quantitativamente la vendemmia è stata in linea con il 2018 ma ha registrato un calo del 30% rispetto alla media, dovuto soprattutto alle piogge del mese di maggio che hanno causato ridotta allegagione.

    Il mix dei fattori climatici sopra descritti hanno favorito un ottimale sviluppo degli aromi e una lenta e graduale maturazione delle uve con una perfetta gradazione zuccherina, in linea con i valori medi e superiore a quella dell’anno passato.

    Qualitativamente si sono avuti tutti i presupposti per la produzione di uve ottime dopo due annate difficili.